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19/12/2013

Dimissioni da Coordinatore Provinciale SC

"Ho rassegnato le mie dimissioni da Coordinatore e Segretario politico di Scelta Civica in Provincia di Caserta e da Presidente dell’assise provinciale. Ragioni di serietà e di correttezza rendono doveroso disimpegnarmi da un progetto politico ormai involuto e privo di prospettive, con ciò offrendo la possibilità a chi ritenga diversamente di operare in libertà e coscienza le proprie scelte per il futuro. Condividendo tali ragioni, meglio espresse nelle brevi riflessioni che seguono, hanno già rassegnato le rispettive dimissioni da ogni carica anche l’avv. Giovanni  Vairo, il dott. Clemente Cipresso, il dott. Luciano Costanzo, il dott. comm. Giancarlo Falco, la prof.ssa Rossana Golia, l’avv. Emilia Rossi, l’avv. Gennaro Caracciolo. 

Oggi, dunque, noi e tutta la straordinaria rete di persone che da sempre sostengono e condividono il nostro percorso, ci disimpegniamo da un progetto che non ci rappresenta più, ma non ci disimpegniamo dalla Politica e verso il Paese, le cui ansie di rinnovamento e di riforma continueranno ad interrogarci e responsabilizzarci per dare loro una risposta che abbia il sapore di un nuovo inizio e di un nuovo futuro, rivolgendo lo sguardo verso chiunque altri meglio dimostrerà, nei fatti e non più con le solite promesse o utilitaristiche blandizie, di voler puntare su una generazione di outsiders davvero nuova per valori, stile, linguaggio, talento e azioni."

***

Sognavamo uno spazio politico aperto, plurale, diverso, dove le differenze fossero vissute come opportunità di arricchimento, promotore di idee e di pensiero per un’Italia rinnovata, dinamica, più libera, più efficiente, più inclusiva, più aperta e più europea.

Ci siamo ritrovati nell’incubo di uno spazio ridotto a retrobottega angusto, polveroso, vissuto dalle gente come uguale alla politica di sempre, rissoso, personalistico, privo di visione e incapace di prospettiva.

Sognavamo un partito rinnovato già nelle candidature utili, dove si desse la primissima prova di una società nuova, capace di archiviare vecchie logiche, vecchi schemi, vecchie caste e vecchie rendite di posizione, scegliendo i tanti talentuosi Outsider di questo Paese e, dunque, chi incarnasse nella propria esperienza, nel proprio vissuto l’impegno per temi come il ricambio generazionale, l’inclusione sociale, il merito e legalità, la partecipazione e diritti di cittadinanza, ecc. ecc., mettendo in primissima linea chi portasse, sulla propria pelle e nella propria carne, i segni dell’appartenenza alla classe dei non garantiti e dei non rappresentati, dei non raccomandati e dei non privilegiati, degli esclusi dalla politica dei salotti e delle cricche; un partito di testimoni, più che di profeti, perciò stesso naturalmente capaci di entrare in sintonia con il sentire più profondo e attuale della gente.

Ci siamo ritrovati nell’incubo di una selezione di nominati, in moltissimi casi e salvo luminose eccezioni, espressione di quel sistema autoreferenziale ed elitario che si dichiarava di voler scardinare.

Sognavamo un modello di partito che, concepito da un padre serio, autorevole, competente, sobrio come il sen. Mario Monti, lo vedesse poi impegnato nel più adeguato ruolo di suo Padre Nobile, capace di elaborare una serena autocritica, di assecondarne la crescita, di accompagnarne lo sviluppo, di comprendere le contrapposizioni, di governare gli inevitabili conflitti, di sopraelevarsi rispetto alle naturali fasi di litigiosità anche aspra e, infine, di sorprendere nell’attorniarsi e responsabilizzare volti nuovi e talenti magari inaspettati, tra cui e da cui far emergere il Leader del futuro.

Ci siamo ritrovati nell’incubo di un partito senza più il Padre Nobile che avrebbe dovuto svezzarlo e senza ancora aver individuato un Leader che facesse sintesi e rappresentasse tutti, così generando non solo confusione, senso di smarrimento e inquietudine nelle fila nostre e di tutti i nostri estimatori.

Sognavamo un partito a vocazione radicalmente riformista, capace di gettare ponti e superare le tante barriere ideologiche e identitarie più anacronistiche, capace di una battaglia culturale e politica d’avanguardia, soprattutto su temi eticamente sensibili e sui diritti civili, nel rispetto della coscienza e delle opinioni dei singoli.

Ci siamo ritrovati nell’incubo di un movimento per lo più elitario e distante dai bisogni più veri e attuali della gente.

Sognavamo un partito capace di comunicare e comunicarsi con uno stile nuovo, declinato in modi, forme e parole nuove, che potessero veicolare la verità delle cose, spesso arida e asettica, con un linguaggio improntato alla speranza, coniugato al futuro e descrittivo di una visione inter-generazionale del Paese, per dare un senso ed una prospettiva ai sacrifici di tutti, giovani e meno giovani, per non escludere nessuno e nessuno lasciare indietro.

Ci siamo ritrovati nell’incubo di una comunicazione ondivaga in campagna elettorale e poi sempre più frammentata, in una corsa mediatica più incentrata a dare lustro e visibilità all’uno o all’altro dei vari protagonisti, piuttosto che a convergere su una linea che desse sostegno e forza al progetto riformista del nostro movimento nel suo insieme.

Ebbene, tra il sogno e l’incubo, avevamo sperato che potessimo ancora svegliarci tutti e costruire insieme, con coraggio e umiltà, la realtà di un partito che recuperasse la propria originaria e caratteristica caratura riformista, attraverso il testimoniato esercizio di una vera democrazia comunitaria, contro ogni populismo, e di una credibile proposta liberale, contro ogni esasperato tecnicismo elitista ed elitario.

Ma così purtroppo non è stato, inducendoci a prendere atto che, con l'esperienza di Scelta Civica, si sarebbe potuto dare un colpo d'ala a questo Paese. E, invece, si è solo sparato un inutile colpo a salve!

Per tutto questo, siamo spinti dalla nostra dignità e dalla nostra speranza di un Paese migliore a rivolgere lo sguardo verso chiunque altri meglio dimostrerà, nei fatti e non più con le solite promesse o utilitaristiche blandizie, di voler puntare su un’Italia nuova, dando spazio vero alla parte migliore del nostro Paese.

Quella parte fatta di giovani outsider, quella ricca di talenti e competenze, quella cresciuta nell'impegno civico e nella responsabilità sociale, quella educata al rispetto di ogni diversità e impegnata contro ogni discriminazione, quella abituata ad agire e testimoniare i valori propri di una democrazia comunitaria.

Quella parte di Paese che già esiste e che va messa in condizione di diventare finalmente protagonista del presente di ciascuno per costruire il futuro di tutti.

Per questi motivi, oggi ci disimpegniamo da un progetto che non ci rappresenta più, ma non ci disimpegniamo verso la Politica e verso il Paese, le cui ansie di rinnovamento e di riforma continueranno ad interrogarci e responsabilizzarci per dare loro una risposta abbia il sapore di un nuovo inizio e di un nuovo futuro.

avv. Luigi Massa - avv. Emilia Rossi - dott. Luciano Costanzo – avv. Giovanni Vairo - dott. Clemente Cipresso – dott. comm. Giancarlo Falco - avv. Gennaro Caracciolo - prof.ssa Rossana Golia

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